Ipertrofia prostatica benigna
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Trattamento chirurgico dei luts nei pazienti con bpe

Ai pazienti, ai quali viene diagnosticata l’ipertrofia prostatica benigna (IPB), il medico a seconda della gravità dei disturbi del paziente, può raccomandare un intervento chirurgico. Questa sezione descrive le differenti opzioni di trattamento che il medico dovrà discutere con il paziente. In comune accordo verrà deciso quale percorso seguire.

Fattori che influenzano questa decisione sono:

  • Sintomi e qualità della vita
  • Le dimensioni della prostata
  • La storia clinica del paziente
  • Il tipo di trattamento disponibile nella struttura di riferimento e l’esperienza del chirurgo. Consultare un urologo in merito alla sua esperienza con i diversi trattamenti raccomandati. Si ha il diritto di conoscere il tasso di complicanze del chirurgo che effettuerà l’intervento.
  • Preferenze e giudizi personali. Non esiste una cura ideale per ogni paziente.

 

Quando ricorrere ad un intervento chirurgico?

  • Se i sintomi peggiorano nonostante il paziente sia già sottoposto a cure mediche
  • In seguito a complicanze della BPE o qualora ci fosse il rischio di svilupparne. Tali complicanze includono:
  • Insufficienza renale
  • Dilatazione renale (Idronefrosi bilaterale)
  • Difficoltà ad urinare (ritenzione)
  • Infezioni ricorrenti
  • Ematuria macroscopica
  • Calcoli vescicale
  • Scarsa tolleranza alle cure mediche
  • La preferenza di un intervento chirurgico piuttosto che cure farmacologiche

Durante l’intervento chirurgico, l’urologo rimuoverà la parte ostruente della prostata (meglio conosciuta come adenoma).

Esistono differenti tipi di procedure chirurgiche, ma, ciascuna, ha lo scopo di alleviare i sintomi e migliorare il flusso di urina.

Le principali procedure sono:

  • Resezione transuretrale della prostata (TURP)
  • Incisione transuretrale della prostata (TUIP)
  • Prostatectomia a cielo aperto
  • Trattamento laser
  • Posizionamento di stent prostatico
  • Ablazione transuretrale con ago (TUNA)
  • Terapia transuretrale con microonde (TUMT)

In questa sessione verranno inoltre illustrate le infiltrazioni di etanolo e di tossina botulinica. La ricerca sugli effetti di queste terapie è ancora in fase di studio e l’utilizzo è solo sperimentale. Ognuna delle procedure presenta vantaggi e svantaggi.

 

La scelta del trattamento da seguire dipenderà dalla situazione individuale del paziente e dalle sue preferenze.

 

Nuove procedure

Oggi, le terapie con infiltrazioni di etanolo e tossina botulinica vengono utilizzate solo in modo sperimentale come possibile trattamento per la BPE. Se si dimostrassero efficaci potrebbero trovare indicazione per il trattamento della BPE in futuro.

Infiltrazioni prostatiche di etanolo

L’etanolo, alcol puro, viene infiltrato, attraverso l’uretra o il retto, nel tessuto prostatico. Lo scopo è quello di ridurre il volume prostatico e migliorare conseguentemente il flusso urinario.

Infiltrazioni prostatiche di tossina botulinica

La tossina botulinica è notoriamente conosciuta con il nome Botox, una sostanza tossica utilizzata maggiormente nella chirurgia estetica. Nel trattamento dell’ipertrofia prostatica agisce bloccando le terminazioni nervose sensitive e rilassando la muscolatura liscia della prostata. La tossina botulinica riduce altresì le dimensioni della ghiandola e migliora il flusso urinario. Può essere iniettata attraverso l'uretra, il retto o il perineo. Studi recenti sembrano sconsigliare l’utilizzo della tossina botulinica per il trattamento dei LUTS nei pazienti con ipertrofia prostatica.