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La disforia di genere: da tabù a topic di interesse. Lo studio

Pubblicata il 09.07.21

Negli ultimi anni, la riassegnazione chirurgica di genere è un argomento sempre di maggior interesse, sia in ambiente chirurgico che tra la popolazione generale.

L’affinamento delle tecniche chirurgiche ha portato a risultati estetici eccellenti e la creazione di Centri di Riferimento Nazionali, pronti ad accogliere questi pazienti in team multidisciplinari, ha trasformato la “disforia di genere” da tabù a topic di interesse.

Molte sono le tecniche chirurgiche per realizzare questo tipo di interventi, tuttavia, difficile è valutare se un approccio chirurgico sia migliore dell’altro, perché mancano degli strumenti validati per poter valutarne i risultati estetici e funzionali.

Dal 2020, grazie ad un gruppo di studio italiano (the operated Male to Female Sexual Function Index Study group) formato da specialisti afferenti a 7 Centri italiani specializzati in Disforia di Genere, è possibile valutare gli outcome delle pazienti sottoposte a rassegnazione chirurgica di genere in senso andro-ginoide ovvero da maschio a femmina, grazie alla creazione di un questionario validato. [1]

Il questionario è costituito da 18 domande e va ad esplorare 3 aree:

  • l’insoddisfazione sessuale
  • la percezione dell’aspetto dei propri genitali
  • il dolore durante la penetrazione.

Dai risultati preliminari, il dolore durante la penetrazione e le difficoltà di lubrificazione sono le principali problematiche ad inficiare la funzione sessuale nelle pazienti MtF. È inoltre emersa una stretta correlazione tra salute mentale e funzione sessuale nelle pazienti MtF sottoposte ad intervento e la dispareunia è risultata essere un fattore predittivo di depressione in questa popolazione.

In uno studio comparativo con donne biologiche, le pazienti MtF si sono rivelate più insoddisfatte dell’aspetto dei propri genitali. Questo è spesso correlato alle altissime e, a volte irreali, aspettative che queste pazienti ripongono nei confronti dell’intervento di rassegnazione chirurgica di genere soprattutto per quanto concerne la profondità della neovagina. [2]

Questi risultati evidenziano l’importanza di un counseling peri-operatorio per rendere le aspettative chirurgiche realistiche ed educare le pazienti alla gestione della neovagina evitando l’insorgenza di complicanze. 

Nonostante i risultati incoraggianti emersi da questi studi circa la salute delle pazienti MtF operate, la prevalenza di sintomi depressivi conferma la vulnerabilità di questa popolazione, sottolineando la necessità di presa a carico da parte di team multidisciplinari in Centri di Riferimento Nazionali.

[1] Operated Male-to-Female Sexual Function Index: Validity of the First Questionnaire Developed to Assess Sexual Function after Male-to-Female Gender Affirming Surgery. Vedovo F, Di Blas L, Perin C, Pavan N, Zatta M, Bucci S, Morelli G, Cocci A, Delle Rose A, Caroassai Grisanti S, Gentile G, Colombo F, Rolle L, Timpano M, Verze P, Spirito L, Schiralli F, Bettocchi C, Garaffa G, Palmieri A, Mirone V, Trombetta C.J Urol. 2020 Jul;204(1):115-120. doi: 10.1097/JU.0000000000000791. Epub 2020 Jan 31.PMID: 32003598

[2] Physical, Mental and Sexual Health Among Transgender Women: A Comparative Study Among Operated Transgender and Cisgender Women in a National Tertiary Referral Network. Vedovo F, Di Blas L, Aretusi F, Falcone M, Perin C, Pavan N, Rizzo M, Morelli G, Cocci A, Polito C, Gentile G, Colombo F, Timpano M, Verze P, Imbimbo C, Bettocchi C, Pascolo Fabrici E, Palmieri A, Trombetta C.J Sex Med. 2021 May;18(5):982-989. doi: 10.1016/j.jsxm.2021.02.006. Epub 2021 Mar 23.PMID: 33771479