Revisione critica GnRH antagonisti versus agonisti cardiovascula AE
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Revisione critica GnRH antagonisti versus agonisti cardiovascula AE

Esiste un differente impatto del degarelix versus LHRH agonisti sulla sicurezza cardiovascolare? 
Evidenze da studi randomizzati e real world 

La terapia di deprivazione androgenica (ADT) rappresenta ancora la terapia sistemica di base per la gestione del carcinoma prostatico (CaP) ormono sensibile (HS), anche se farmaci ad azione ormonale di nuova generazione ed i taxani sono stati introdotti in tempi recenti. Gli agonisti LHRH sono al momento la forma di ADT maggiormente utilizzata in Italia ed Europa, in associazione con un antiandrogeno puro unicamente nella prima dose, per bloccare l’effetto di flare up momentaneo del testosterone. Questo flare del testosterone potrebbe avere effetti negativi in pazienti ad alto rischio come, dolore osseo, ostruzione cervico-uretrale, complicanze cardiovascolari (1-4). 
L’antagonista GnRH degarelix produce un rapido decremento del testosterone sierico senza flare iniziale ed e’ una seconda forma di ADT utilizzabile coma da linee guida. Le linee guida della societa’ europea di urologia (EAU) (5) sottolineano la mancanza di dati significativi oltre i 12 mesi per un confronto diretto e randomizzato fra LHRH analoghi e degarelix in termini di risultati oncologici e sopravvivenza, così da non poter sostenere un vantaggio oncologico di un composto sugli altri.

L'Evidenza Scientifica è stata realizzata grazie al contributo non condizionante di