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La prostatite

Per prostatite si intende un processo infiammatorio acuto o cronico a carico della prostata di cui si presuppone un’origine infettiva a differenza della “ sindrome prostatica” o CPPS (cronic pelvic pain desease) ove non può essere isolato alcun agente infettivo e la cui origine risulta multifattoriale o ignota. La possibilità di individuare il germe responsabile con i comuni metodi risulta comunque bassa (5-10%) e la diagnosi è essenzialmente clinica. La prostatite e la CPPS si presentano entrambe con dolore in sede prostatico/perineale e scrotale nella maggior parte dei casi ( dolore può essere riferito anche al pene, alla vescica o al rachide sacrale). Al dolore possono associarsi disturbi della minzione come disuria, urgenza, mitto ipovalido. La calassificazioen ad oggi seguita per la prostatite e la CPPS è stata fornita dal NIDDK (National institute of diabetes and digestive and kidney deseases) nel 1995
 
Classificazione delle prostatiti e delle CPPD secondo il NIDDK

TIPO
NOME E DESRIZIONE
I
PROSTATITE BATTERICA ACUTA
II
PROSTATITE BATTERICA CRONICA
III
PROSTATITE CRONICA ABATTERICA (CPPS)
-          CPPS INFIAMMATORIA (LEUCOCITI IN URINE DOPO MASSAGGIO O IN SEME)
-          CPPS NON INFIAMMATORIA (NO LEUCOCITI)
IV
PROSTATITE INFIAMMATORIA ASINTOMATICA (ISTOLOGICA)

 

La presenza di leucociti nelle urine prelevate dopo massaggio prostatico o nell’eiaculato viene inclusa nella prostatite cronica abatterica infiammatoria. Nelle forme batteriche i patogeni più di frquente isolati risultano entrobacteriacae e in particolare E.Coli. Talvolta anche Gram + soprattutto enterococcus Faecalis. Clamydia, Micobatteri e Candida hanno un ruolo dubbio. Il trattamento delle forme acute che spesso si associano a intenso dolore locale, febbre e sintomatologia sistemica prevede la somministrazione per via parenterale di antibiotico ad ampio spettro come penicilline , cefalosporine di ultima generazione e fluorochinolonici. Dopo lo sfebbramento e si può passare alla terapia orale che deve essere protratta per 2-4 settimane. Nelle forme batteriche croniche i fluorochinolonici sono d’elezione perché attivi nei confronti dei Gram negativie compreso lo Pseudomonas. La levofloxacina è attiva anche contro i gram positivi e i patogeni atipici come Clamydia a Micoplasmi. La durata della terapia non deve essere inferiore alle 2 settimane. Nelle forme abatteriche la terapia antibiotica trova un razionale nell’ipotesi patogenetica infettiva anche se non suffragata dai normali metodi colturali e perché sembra associata a un miglioramento del quadro clinico. Anche in tal caso i chinolonici sono d’elezione

 

Pubblicato il 30/08/2011 - visto 3251 volte