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5) ECOGRAFIA

 
L’ecotomografia è divenuta una metodica di imaging comune nello studio di molte patologie genito-urinarie. Inizialmente il suo ruolo era limitato al rilievo dell’ostruzione urinaria e alla definizione della natura solida o liquida delle masse renali. Con il miglioramento delle apparecchiature, il suo impiego è cresciuto, specialmente nello studio della pelvi e dello scroto; inoltre con lo sviluppo del color-doppler, è attualmente possibile anche una agevole valutazione del flusso ematico. Il progresso tecnologico delle apparecchiature continua a far crescere la risoluzione e a migliorare le caratteristiche dell’immagine ecotomografica e pone questa metodica in primo piano oggi nella diagnostica delle patologie genito-urinarie.
Indicazioni elettive:
a)       Non eseguibilità dell’urografia
b)      Rene escluso all’urografia
c)       Masse renali, calcolosi, idronefrosi
d)      Infezioni renali
e)       Valutazione di IRA, IRC e dell’ipertensione nefrovascolare
f)        Malattie cistiche renali
g)       Valutazione del rene trapiantato
h)       Patologia vescicale (tumori, polipi, calcolosi vescicale)
i)         Patologia scrotale (masse scrotali, vascolarizzazione del testicolo, idrocele,
         varicocele, infiammazione scrotale e testicolare, criptorchidismo)
    j)   Patologia prostatica (es. ipertrofia prostatica)
L'esame non richiede nessuna preparazione specifica. Nel paziente adulto si utilizzano sonde convex con frequenza di 3,5 MHz ; nei bambini, nei soggetti magri e nei trapiantati si possono utilizzare sonde da 5 a 7,5 MHz. L’esame viene eseguito in decubito supino, obliquo o laterale nei soggetti obesi, in ispirazione profonda per far discendere i reni al di sotto delle arcate costali. Il decubito prono viene raramente utilizzato negli adulti mentre è utilizzato nei bambini per evitare il meteorismo addominale. Lo studio ecografico del rene viene eseguito con piani di scansione che permettano di documentare l’organo nei due piani ortogonali. Le vie di accesso sono variabili in rapporto alla costituzione del paziente, ma si possono distinguere essenzialmente in anteriori e laterali. Per lo studio del rene destro, il paziente, in apnea profonda, è posto in decubito supino o con il fianco destro sollevato di circa 45 gradi , in modo da utilizzare il fegato come finestra acustica. Per lo studio del rene sinistro, il paziente è posto in decubito laterale destro con il braccio sollevato al di sopra del capo; più spesso si impiegano scansioni laterali intercostali soprattutto per lo studio del polo superiore, sì da utilizzare la finestra acustica splenica; le scansioni trasversali sono le più idonee per lo studio dell’ilo e delle facce anteriore e posteriore del rene. La morfologia ecotomografica dei reni è variabile da soggetto a soggetto ed anche nello stesso individuo tra lato destro e lato sinistro. Nelle scansioni longitudinali il rene presenta aspetto ovalare, con diametro longitudinale variabile in rapporto alla costituzione del soggetto, in media è compreso tra 9 e 12 cm. La corticale renale è in genere ecostrutturalmente omogenea, di spessore uniforme, e nella maggior parte dei soggetti lievemente ipoecogena rispetto a fegato e milza. Nei soggetti giovani distinguiamo la corticale dalla midollare. La corticale appare più ecogena, mentre la midollare, costituita soprattutto da piramidi, si distingue per la sua ipoecogenicità relativa che arriva fino all’anecogenicità delle papille.  Il seno renale è marcatamente iperecogeno, in relazione alla presenza della componente adiposa. Con l’età si osserva tuttavia una progressiva riduzione di spessore della corticale e del parenchima renale in toto, ed il rapporto parenchima/seno renale si sposta a favore di quest’ultimo; inoltre si verifica un progressivo aumento della ecogenicità corticale. Nelle scansioni trasversali il rene ha aspetto rotondeggiante in corrispondenza del terzo superiore e inferiore, a “ferro di cavallo” aperto medialmente e anteriormente a livello ilare.  L’uretere prossimale, sottostante al giunto pielo-ureterale, può essere visualizzato nella maggior parte dei pazienti, così come la giunzione uretero-vescicale e l’orifizio ureterale. L’uretere distale dilatato, anche lievemente, si evidenzia agevolmente dietro alla vescica, distesa in maniera ottimale. La porzione media dell’uretere invece, non è di solito visibile, a meno che non sia marcatamente dilatata.  La vescica, è di solito studiata con piani di scansione trasversali e sagittali. Nelle scansioni trasversali l’organo presenta aspetto quadrangolare, simmetrico rispetto alla linea mediana; nelle scansioni sagittali assume aspetto triangolare con apice in corrispondenza del trigono e base costituita dalla parete anteriore. In condizioni di replezione la parete, iperecogena, è sottile, continua e regolare, il lume ha ecostruttura di tipo liquido, anecogena; a vescica vuota la parete aumenta di spessore e diventa apprezzabile nel suo contesto uno strato ipoecogeno dato dal muscolo detrusore non disteso. È possibile valutare con una certa accuratezza anche il residuo post-minzionale.
 
 

Pubblicato il 07/07/2011 - visto 4658 volte