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3) CISTOGRAFIA

 
La cistografia retrograda è un’indagine radiologica relativamente semplice, e con indicazioni piuttosto limitate nell’adulto.
Indicazioni elettive:
a)     Infezioni delle vie escretrici in età pediatrica, per identificare un reflusso vescico-ureterale (è in questo caso la metodica più importante)
b)    Ricerca di reflusso vescico-ureterale nell’adulto (in questo caso l' efficacia diagnostica e il valore predittivo della metodica sono inferiori)
c)     Valutazione preoperatoria e postoperatoria in caso di intervento sulla vescica
d)    Valutazione postoperatoria in pazienti in cui si sospetti una deiscenza chirurgica o uno stravaso
e)     Interventi chirurgici di prostatectomia radicale, per rilevare un eventuale stravaso nella sede dell’anastomosi e quindi per giudicare se è indicata o meno la rimozione del catetere vescicale
f)      Trauma pelvico, per escludere una rottura vescicale
g)     Sospetta fistola vescicale
h)    Sospetta neoplasia vescicale
L’ esame deve essere sempre preceduto da una radiografia diretta preliminare della pelvi. Successivamente deve essere posizionato un catetere vescicale morbido tipo Foley. Viene quindi iniettato in vescica il mezzo di contrasto (mdc) per caduta, fino alla sensazione, da parte del paziente, di distensione vescicale o di fastidio. Usualmente sono necessari 200-400 ml di mdc, il suo volume può variare in base alla costituzione fisica del paziente ed a seconda della patologia in studio. Quando il paziente ha la sensazione di vescica piena, viene clampato il catetere e si inizia la ripresa dei radiogrammi. Vengono in genere scattati almeno un radiogramma in antero-posteriore (AP) con vescica distesa, ed uno dopo svuotamento; spesso si aggiungono delle proiezioni oblique, per meglio visualizzare le pareti vescicali, e per rilevare la presenza di stravaso o di fistole che possono essere misconosciute nella sola proiezione AP. La fluoroscopia permette una valutazione dinamica della vscica, dell’uretra e degli ureteri e può rilevare la presenza di un reflusso non riconosciuto nei radiogrammi standard. I mdc utilizzati sono soluzioni acquose iodate, simili a quelle utilizzate nell’urografia. Si possono utilizzare varie concentrazioni di mdc, in genere la scelta dipende dal quesito clinico da risolvere. Ad es. quando si sospetta un reflusso o uno stravaso, si devono utilizzare soluzioni più concentrate, per rilevare anche minime quantità di questo. Quando si esamina la vescica, risulta più vantaggioso utilizzare un contrasto a minore concentrazione iodica, per evidenziare possibili difetti di riempimento o anomalie intrinseche di parete. Di solito si utilizza una soluzione dal 15 al 17 % che contiene approssimativamente da 70 a 80 mg di Iodio per ml.
 

Pubblicato il 03/07/2011 - visto 3552 volte