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Stimolazione del nervo tibiale posteriore (PTNS)

La stimolazione del nervo tibiale posteriore secondo Stoller (SANS: Stoller's Afferent Nerve Stimulation) è un trattamento riabilitativo approdato in Europa relativamente di recente. La neuromodulazione viene ottenuta stimolando elettricamente il nervo tibiale posteriore in prossimità della caviglia. Tale nervo contiene fibre che originano dalla radice sacrale S3, dalla quale partono fibre per l'innervazione della vescica urinaria. Il razionale della tecnica è che, stimolando i nervi parasimpatici che originano a livello spinale S2-S4, si determina una stimolazione riflessa a livello detrusoriale e del collo vescicale. Già Mc Gurie e coll. nel 1983 sperimentavano la stimolazione trans-cutanea dei nervi in pazienti con instabilità detrusoriale, ispirandosi ai punti dell'agopuntura cinese sui nervi tibiali e peroneali (punto SP6). Nel 1986 il Prof. Piacentini dell'Ateneo di Parma ha condotto studi sull'elettrostimolazione nervosa trans-cutanea del nervo tibiale posteriore in pazienti con vescica neurologica, dimostrando una modificazione dell'attività del detrusore indotta dall'elettrostimolazione. Nel 2003 Vandoninck e coll. in uno studio prospettico multicentrico ottenevano risultati incoraggianti nel trattamento dell'incontinenza urinaria da urgenza. Lo stesso Autore riportava altresì ottime prospettive nel trattamento dei disturbi dello svuotamento vescicale, oltre che nella succitata sindrome della vescica iperattiva. La stimolazione percutanea del nervo tibiale posteriore è stata approvata dalla FDA nel 2000.

 

Un ago di 34 Gauge viene inserito per via percutanea a circa 5 cm cranialmente al malleolo mediale della caviglia destra o sinistra e poco posteriormente rispetto al margine tibiale. Un elettrodo di superficie viene poi posizionato sulla superficie mediale del calcagno ipsilaterale. L'ago e l'elettrodo vengono connessi ad uno stimolatore elettrico di basso voltaggio, di 9 volt. La corrente di stimolazione varia da 1 a 10 milliampere con una frequenza fissa di 20 Hz ed un'ampiezza di pulsazione di 300 millisecondi. Questa corrente viene incrementata finchè non si nota la flessione dell'alluce o l'apertura a ventaglio di tutte le dita del piede. Se non si riscontra alcuna chiara risposta motoria, l'ago viene rimosso e la procedura ripetuta. Nella maggior parte dei casi, la risposta motoria si accompagna ad una risposta sensoriale di irradiazione, di formicolio, che si estende alla pianta del piede. La stimolazione elettrica viene riportata a un livello soglia tollerato dal paziente. Durante la seduta, l'aumento dello stimolo elettrico è consentito ogni volta che si verifica l'affievolimento di questa sensazione, per una condizione di adattamento. Recenti lavori riportano risultati dopo trattamento di 10-12 settimane. Se si osservano risulati positivi, ai pazienti viene prospettata la possibilità di proseguire il trattamento in maniera cronica, essendo una tecnica mini-invasiva, ripetibile e ben tollerata.

 

Pubblicato il 04/07/2011 - visto 17921 volte