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Prostatite

Prostatite
Per prostatite si intende qualsiasi forma di infiammazione della ghiandola prostatica. Poiché le donne sono sprovviste di tale ghiandola si tratta di una sindrome che colpisce esclusivamente il sesso maschile,
 
Incidenza:  7% -  12% a seconda del territorio e delle statistiche.
Classificazione delle prostatiti in base al quadro clinico   (National Institutes of Health 1999):
 
Categoria I: prostatite acuta (batterica).
Categoria II: prostatite cronica batterica.
Categoria III: prostatite cronica abatterica,   nota anche come sindrome dolorosa pelvica cronica (o chronic pelvic pain syndrome, CPPS).
Categotia IV: prostatite asintomatica
La categoria III può essere suddivisa in IIIa (infiammatoria) e IIIb (non-infiammatoria), in base al livello di leucociti rilevato nei secreti prostatici. L’utilità pratica di queste sottocategorie è ridotta, dato che l’approccio terapeutico è lo stesso.
 
I. Prostatite Acuta(batterica).
Consiste nell’infiammazione acuta (tutto ciò che è acuto in medicina indica rapidità di insorgenza e elevati sintomi e disturbi)  della prostata su base infettiva. Il microorganismo arriva quasi sempre per via retrograda dall’uretra, e può essere un germe a trasmissione sessuale (Chlamydia, Mycoplasma, Ureaplasma, Neisseria, e altri più rari) oppure un germe della flora intestinale (Escherichia Coli, Klebsiella, Proteus, Pseudomonas, Enterobatteri, Enterococco, Serratia, Stafilococco aureo, etc..)
 
Sintomi: Da un punto di vista sintomatologico la prostatite è l’equivalente maschile della cistite della donna. Infatti nell’uomo la prostata è il primo organo “filtro” dell’accesso uretrale dei germi, il primo a infiammarsi in caso di infezione urinaria.
Bruciore urinario (stranguria), frequenza minzionale (pollachiuria) anche notturna (nicturia), urgenza minzionale, sono i più frequenti sintomi di prostatite. Spesso sono associati a dolore o a bruciore nel basso addome, nella regione perineale o allo scroto. Possono comparire anche febbre, sangue nello sperma (emospermia), secrezione dall’uretra  e eiaculazione precoce.
Diagnosi:
La diagnosi di prostatite acuta è prevalentemente clinica, ovvero si basa sulla raccolta dei sintomi e sull’esame obiettivo, soprattutto sull’esplorazione rettale.  Una prostata infiammata in modo acuto si presenta congesta (piena di essudato liquido infiammatorio), pastosa (di consistenza diminuita), e intensamente dolorabile.  
 
Altri sintomi da ricercare sono secrezioni uretrali, dolenzia testicolare per associate epididimiti, che tuttavia non sono sempre presenti.
Il rilievo clinico può essere confermato da uno o più dei seguenti esami:
 
Esame urine: eritrociti, leucociti e batteri nelle urine.
 
Urinocoltura e/o spermio coltura: ricerca di germi responsabili dell’infezione uretrale e prostatica che hanno causato la prostatite. L’antibiogramma, che consiste nel testare sulla piastra di coltura molte molecole terapeutiche, può essere utile per guidare la scelta dell'antibioticoterapia.
Test di Meares-Stamey: consiste nella ricerca dei germi potenzialmente coinvolti nella patologia infettiva del tratto genitouriario del maschio ed è molto utile nella diagnostica differenziale della prostatite (soprattutto nelle forme croniciczzate). Anche sui campioni ottenuti attraverso questa esame è possibile eseguire l'antibiogramma.
Emocromo può rivelare un incremento dei leucociti nel sangue.
 
La prostatite acuta porta assai raramente ad una setticemia, ma ciò può avvenire in pazienti immunodepressi; in tal caso febbre alta e malessere generalizzato portano ad una coltura ematica, che è spesso positiva.
 
Terapia: La prostatite acuta si cura con antibiotici dotati di elevata distribuzione nell’apparato urinario: chinolonici, cefalosporine, trimetroprim/sulfametoxasolo sono i più indicati. Le molecole che presentano la maggior concentrazione prostatica sono i fluorochinoloni. In caso di mancata risoluzione dell’infezione è necessario usare un antibiotico appropriato in base all’antibiogramma. Di norma la terapia è domiciliare, mentre pazienti gravemente ammalati possono necessitare dell'ospedalizzazione.
Complementi terapeutici indispensabili sono: antiinfiammatori (FANS o cortisonici, sistemici o in supposte), farmaci alfalitici, il riposo, e una buona idratazione.
 

Pubblicato il 13/07/2012 - visto 17093 volte