Entra in Area Pazienti Pagina Facebook della Siu Pagina Twitter della Siu

Sei in: News > News

Stampa

Un fascio di luce per facilitare diagnosi tumore vescica

Pubblicato il 27/05/2014 - inserito da Siu Amministratore - visto 620 volte

Contro il tumore alla vescica, che colpisce ogni anno 27 mila italiani, per gran parte uomini, con numeri destinati a crescere (le stime parlano di oltre 30mila casi nel 2020), a fare la differenza nella diagnosi può essere un fascio di luce. In particolare quella blu e verde, che caratterizza le più innovative tecniche di indagine, come la Nbi (Narrow Band Imaging) che attraverso un raggio verde-blu e l’uso di differenti filtri di luce migliora il contrasto visivo fra le superfici dei tessuti e i vasi tumorali, o la Pdd (Photo Dynamic Diagnosis) che localizza alterazioni microscopiche non visibili ad occhio nudo. Se ne è parlato oggi a Roma, in un incontro della Società Italiana di Urologia.

“Appena scoperto un tumore – spiega il Vincenzo Mirone, ordinario di Urologia dell’università di Napoli Federico II – anche grazie a queste nuove metodiche diagnostiche, un banale intervento effettuato non aprendo l’addome ma agendo attraverso l’uretra, può risolvere la gran parte di questa malattia in maniera non invasiva”. “Pdd perfeziona la diagnosi – precisa Giuseppe Martorana, presidente della Società italiana di urologia – va detto però che consente solo il riconoscimento macroscopico di alcune lesioni, non fa la diagnosi. Questa deve essere accertata da una biopsia eseguita sul pezzo di tessuto prelevato”. Per una diagnosi il più possibile precoce del tumore alla vescica occorre inoltre non trascurare la presenza di sangue nelle urine e bisogna fare attenzione ai fattori di rischio: primo fra tutti il fumo di sigaretta che, come hanno spiegato gli esperti, può arrivare a moltiplicare di 4-5 volte la possibilità di sviluppare la malattia.
 
(Fonte ANSA) – 13 maggio 2014