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Fertilità, le ultime scoperte Sport sì, ma senza esagerare

Pubblicato il 16/04/2013 - inserito da Siu Amministratore - visto 815 volte

Diverse ricerche sottolineano come corretti stili di vita, in particolare una sana alimentazione, zero fumo e attività fisica moderata, siano importanti per aumentare le probabilità di concepimento

 

Dati OMS alla mano, negli ultimi 20 anni il numero degli spermatozoi prodotti si è quasi dimezzato e l’infertilità colpisce nel mondo occidentale una coppia su cinque. Nel nostro Paese, secondo un recente Studio dell'Università di Padova, oltre il 30% degli italiani sotto i 35 anni ha problemi andrologici e sessuali, presentando importanti fattori di rischio di infertilità. Una situazione venuta a crearsi soprattutto a causa di stili di vita che influenzano negativamente la capacità di concepire, come un’alimentazione troppo calorica e squilibrata che ha portato all’obesità dilagante, la sedentarietà, il consistente uso di droghe, alcol e fumo. Lo stretto rapporto tra qualità dello sperma e omega 3. Premessa: non tutti i grassi sono nocivi per la salute e quindi non devono essere totalmente banditi dall’alimentazione. In particolare, gli acidi grassi polinsaturi Omega 3, molecole che, contenute nel pesce, legumi, cereali, frutta secca e vegetali verdi, contrastando i fenomeni infiammatori, riducendo il rischio di sviluppare malattie croniche e aiutando il funzionamento del sistema nervoso, migliorano anche la fertilità maschile.

 

OMEGA 3 — A questa conclusione è giunto uno studio dell'Harvard Medical School di Boston e del Massachusetts General Hospital, che aveva appunto lo scopo di valutare il legame esistente tra i grassi introdotti con l'alimentazione e i parametri che indicano qualità e quantità dello sperma. Sono stati coinvolti 99 uomini, suddivisi in 3 gruppi in base ai livelli di grassi assunti con la dieta. Ebbene, l'analisi dello sperma ha svelato che un elevato apporto di grassi animali riduce significativamente numero e concentrazione degli spermatozoi: rispettivamente del 43% e 38% rispetto agli uomini che consumavano livelli più bassi. Al contrario, gli spermatozoi degli uomini che seguivano un'alimentazione ricca di Omega 3 erano presenti in maggior numero e con una motilità superiore dell’11%. Sovrappeso e obesità maschili e femminili non portano cicogne.

 

OBESITà — Nella donna l’obesità è associata ad alterazioni del ciclo mestruale, a un rischio di aborti maggiore di 2 – 3 volte, a complicanze ginecologiche di vario tipo. Sono addirittura sufficienti solo 10 chili in più per dimezzare le possibilità di rimanere incinta, perché le persone grasse, secernendo più insulina, inducono l'ovaio a produrre più ormoni maschili, con l'effetto di una riduzione dell'ovulazione. Un dato confermato da uno studio dell'Università di Milano in cui sono state seguite un gruppo di 40 donne in forte sovrappeso, dai 10 ai 25 chili in più e tutte senza o con ovulazione molto ridotta, sottoposte a dieta e sport per un anno. Al termine della sperimentazione, le donne che erano riuscite a perdere almeno il 5% del peso in eccesso hanno ripreso a ovulare entro qualche mese e, nel giro di un anno, metà del campione ha avuto una gravidanza. E cosa succede negli uomini? Il sovrappeso, in questo caso, porta ad alterazioni del liquido seminale, a causa della riduzione del testosterone ematico,l’ormone che gioca un ruolo fondamentale nella regolazione della funzione sessuale maschile.

 

SPORT IN MISURA — L’attività motoria se moderata, costante e prolungata nel tempo, migliora la circolazione sanguigna e, contrastando la formazione di placche lipidiche nei vasi, compresi quelli che irrorano il pene, garantisce un buon stato di salute generale e riproduttiva. Non solo, ma aumenta, come dimostrato da una recente sperimentazione condotta dai ricercatori dell’Università di Yamaguchi (Giappone), anche la motilità degli spermatozoi, fattore determinante ai fini del concepimento. Così non è, tuttavia, se praticata con troppa intensità. E’ quanto dedotto questa volta da uno studio iraniano dell’Università di Teheran, effettuato per oltre un anno su 286 volontari. I soggetti divisi in due gruppi in funzione dell’attività fisica svolta, moderata o intensa, al termine della sperimentazione sono stati sottoposti a esami degli ormoni LH, FSH e Testosterone.

 

SFORZO NOCIVO — Solo i soggetti più allenati avevano subito un notevole calo dei livelli di tutti i tre ormoni. Una situazione comunque reversibile, nel momento in cui si riduce il carico di lavoro. Anche nelle donne, se svolgere una leggera attività fisica aumenta le possibilità di rimanere incinte, un eccessivo sforzo le riduce. Queste le conclusioni raggiunte in uno studio della Boston University School of Public Health. I ricercatori statunitensi hanno monitorato 3.628 donne danesi tra i 18 e i 40 anni che volevano pianificare una gravidanza. Analizzando il numero dei figli avuti nel corso del tempo da queste donne, i ricercatori hanno scoperto che le donne con maggiori problemi di fertilità erano quelle che seguivano un allenamento giornaliero e intenso. La causa? Sembra che lo sforzo compiuto in palestra possa essere di ostacolo all’organismo nel sostenere le energie necessarie per dare il via al processo di riproduzione.

 

Fonte: Gazzetta dello Sport