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Appello degli urologi: diagnosi precoce fondamentale per i casi di tumore a testicoli e pene, in aumento tra i giovani: L'autopalpazione può salvare i maschi

Pubblicato il 10/09/2012 - inserito da Siu Amministratore - visto 1199 volte

ai testicoli come le donne sono ormai abituate a fare con il seno». Un messaggio difficile da recapitare, perché gli uomini, si sa, non amano parlare e occuparsi della salute delle loro parti intime; e i ragazzi meno ancora. Ma i numeri impongono di superare il tabù, perché prevenzione e diagnosi precoce possono salvare la vita e i casi di tumore a testicoli e pene sono in costante aumento. Colpa di alimentazione scorretta, fumo, alcool, ma soprattutto, per il tumore del pene, della scarsa igiene e della diffusione del papillomavirus. «Restano tumori rari e sebbene i casi siano in crescita la mortalità è in calo - sottolinea Giuseppe Martorana, presidente della Società italiana di urologia oncologica che ha da poco concluso il convegno annuale a Bologna -. Senza voler fare allarmismi, vorremmo solo far passare un semplice messaggio: adulti e ragazzi dovrebbero conoscere dimensioni e aspetto dei loro testicoli, esaminandoli almeno una volta al mese. E quando si notano delle anomalie bisogna fare una visita urologica, senza far trascorrere settimane o mesi: il tempo è prezioso».

 

TESTICOLI – Negli ultimi 30 anni i casi di cancro ai testicoli sono aumentati di circa il 45 per cento (soprattutto nei giovanissimi tra i 16 e i 24 anni), ma fortunatamente la mortalità è scesa circa del 70 per cento. «A testimonianza dei significativi progressi raggiunti nella terapia di questo specifico tumore - continua Martorana, che è direttore della Clinica Urologica del Sant’Orsola di Bologna - oggi il 92 per cento degli uomini, anche con un tumore in fase avanzata, può essere curato. Ma per le prospettive di guarigione è comunque fondamentale la diagnosi precoce, per cui bisogna fare attenzione a un nodulo, un aumento di volume, un gonfiore o un senso di pesantezza del testicolo». Fra i fattori di rischio noti per questa malattia il principale è il criptorchidismo, cioè la mancata discesa nello scroto di uno dei testicoli che resta nell’addome o nell’inguine, a cui si aggiunge la sindrome di Klinefelter, un difetto dei cromosomi. PENE – Quello al pene è un tumore rarissimo (rappresenta solo lo 0,5 per cento di tutti i casi di cancro) e in tutta Europa se ne diagnosticano ogni anno non più di 4mila casi. «Ma l’incidenza nei giovani è in aumento causa della scarsa igiene e della diffusione del papillomavirus (Hpv), senza dimenticare che chi fuma è più a rischio di ammalarsi anche di questa neoplasia» aggiunge Martorana. Si pensa che questa forma di cancro possa essere connessa con le condizioni d’igiene generale: l’accumulo di smegma (secrezione che si accumula sotto il prepuzio) e di agenti irritanti pare infatti favorire la formazione della neoplasia, che risulta invece meno frequente negli uomini circoncisi (nei quali mantenere la zona pulita è più facile). D’altro canto è ormai certo che l’infezione da Hpv – che secondo le statistiche più recenti interessa circa la metà dei maschi - è responsabile, oltre che del carcinoma della cervice uterina nelle femmine, dei condilomi (o verruche genitali) in entrambi i sessi, e del carcinoma del pene, di quelli anali e quelli dell’orofaringe. In attesa che si decida se sia il caso di vaccinare anche gli adolescenti maschi, gli urologi invitano ragazzi e uomini a non trascurare possibili segnali sospetti (come una variazione nell’aspetto della pelle che potrebbe cambiare colore, piccole ulcerazioni o noduli sul pene): «Il tumore del pene è in genere curabile se diagnosticato nelle sue fasi più precoci, quando può bastare un intervento di chirurgia conservativa, mantenendo le caratteristiche estetiche e funzionali del pene» hanno concluso gli esperti.

 

Fonte: www.corriere.it/salute