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Troppo "porno" fa male: calo del desiderio ed eiaculazione precoce

Pubblicato il 20/02/2012 - inserito da Siu Amministratore - visto 1106 volte

Ad affermarlo uno studio medico dell'equipe del professore Carlo Foresta, docente all'Università di Padova di andrologia

 

Tra i giovani che fanno un uso massiccio di pornografia in rete, uno su quattro rischia essere vittima del calo del desiderio sessuale e dell'eiaculazione precoce. Lo afferma uno studio medico condotto dall'equipe del professor Carlo Foresta, docente all'Università di Padova di andrologia, presidente della Società di andrologia e medicina della sessualità.

«I giovani di oggi - afferma Foresta - rappresentano la prima generazione che ha avuto una esperienza di sessualità diversa dalle generazioni precedenti: internet, web cam e chat, comunicazione con immagini hanno creato una nuova forma di comunicazione sessuale che interessa in un mese oltre 800 mila minorenni. Questa forma di esperienza sessuale dà un imprinting privo di esperienze reali, e costruisce una sessualità mediatica ed istintiva che non tiene conto della sensorialità oltre che della affettività».

Lo studio ha valutato 500 giovani ventenni che hanno dichiarato tutti di conoscere bene i siti pornografici. «Più del 50% passa almeno 45 minuti o un' ora per seduta due volte alla settimana davanti al pc assistendo a filmati pornografici - spiega il ricercatore - le caratteristiche di questi ragazzi rispetto a quelli meno fedeli al porno, sono un autoerotismo molto spinto, fino a dichiarare oltre 30 masturbazioni al mese». Un secondo aspetto più importante sta nel fatto che più del 12% di questo campione di giovani non cerca rapporti reali. Il 25% dei ragazzi ha dichiarato cambiamenti del proprio comportamento sessuale che prevedono riduzione dell'interesse reale ed eiaculazione precoce. La deduzione, spiega Foresta, è che l'eiaculazione si manifesta nei tempi dei filmati che generalmente in internet si riassumono in pochi minuti.

«Emerge con estrema forza - conclude - la necessità di comunicare ai giovani che questa nuova forma di sessualità porta all'isolamento, all' allontanamento della sessualità reale e alterazione dei tempi della sessualità».
 
Fonte: Il Mattino