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Le gravi inesattezze del PiT Salute 2009 minano il rapporto medico-paziente

Pubblicato il 15/05/2009 - inserito da Siu Super Amministratore - visto 1685 volte

7 maggio 2009
COMUNICATO STAMPA
Le gravi inesattezze del PiT Salute 2009 minano il rapporto medico-paziente
Il 18% delle circa 25.000 segnalazioni ricevute durante il 2008 riguarderebbe fenomeni di malpractice. Questo è il 'dato' trasmesso dal XII Rapporto PiT Salute del TdM, presentato ieri a Roma. "Se i dati del TdM somigliassero alla situazione sanitaria reale del paese", afferma Maurizio Maggiorotti, presidente di AMAMI, "non si capirebbe perché l'OMS mette l'Italia al secondo posto al mondo per la qualità del servizio sanitario erogat".
Ma l'enigma è presto risolto. Di tutti quelli che sarebbero stati vittima di un episodio di malpractice, secondo il TdM, solo il 28% richiede una "specifica consulenza medico-legale in vista di una eventuale azione legale". E non è finita. Da questa cifra, già piuttosto esigua (stiamo parlando adesso di 1260 casi su tutto il panorama nazionale), andrebbe ancora tolto un 44% che, dalla consulenza medico-legale fornita dallo stesso TdM, riceve parere negativo, perché "non si rilevano elementi di responsabilità professionale tali da supportare procedimenti legali". Dunque rimarrebbero solo 390 casi degni di una "eventuale azione legale" da parte dei consulenti del TdM.
Da questi 390, poi, vanno sottratte ancora le "infezioni nosocomiali" che, sempre dalla stessa fonte, costituirebbero il 14%. Fanno quindi 336 casi.
“Questi sono i dati che realmente emergono dal XII Rapporto PiT Salute 2009”, commenta Maggiorotti. “Eppure”, aggiunge, “molti ricorrono all'annuale rapporto PiT Salute come a una fonte per conoscere i numeri della situazione sanitaria italiana. Nessuno considera che il rapporto raccoglie soltanto, per sua stessa ammissione, chiamate, segnalazioni e lamentele degli utenti del servizio, del tutto svincolate da ogni prova di colpevolezza e prive di qualunque valore statistico”.
A pag. 2 del rapporto si legge che tra i "principali risultati" del PiT Salute 2009 ci sarebbero anche i dati sugli "errori accertati". “Questa sì che sarebbe una notizia!”, esclama il presidente di AMAMI. “Ma sorge un dubbio: accertati da chi?”, domanda Maggiorotti. Bisogna arrivare a pag. 28 per svelare il mistero. Fra le righe si legge che i cosiddetti "errori accertati" non sarebbero altro che la classificazione per tipologia di errore di quei 390 casi che avrebbero ricevuto parere favorevole in sede di consulenza medico-legale fornita dal TdM.