Entra in Area Pazienti Pagina Facebook della Siu Pagina Twitter della Siu

Uretrotomia

 

Trattamento dei restringimenti del canale uretrale tramite un taglio interno effettuato con un particolare strumento Lo scopo è l'incisione e l'apertura del canale uretrale ristretto nella speranza che questo aumento di calibro si mantenga nel tempo
 
Questo intervento viene effettuato per via endoscopica, cioè senza incisione chirurgica, entrando nell’ uretra attraverso il meato uretrale esterno e proseguendo con lo strumento fino al tratto stenotico.
Indicazioni all’uretrotomia sono le stenosi dell'uretra congenite (valvole uretrali) e acquisite (post chirurgiche, traumatiche, infettive, post radioterapia). L'incisione endoscopica del canale uretrale con una lama “a freddo” può essere effettuata alla cieca (uretrotomia secondo Otis) o sotto visione (uretrotomia secondo Sachse). Da alcuni anni l'uretrotomia interna può essere effettuata anche con l'impiego del laser.

Esistono due tipi di uretrotomia:
  • Uretrotomia interna a lama fredda (secondo Sachse). In questa procedura il canale uretrale viene profondamente inciso con una lama alle ore 12, senza impiego di corrente o altre forme di energia. L’uretrotomia interna a lama fredda è particolarmente impiegata per le stenosi dell’uretra bulbare.
  • Uretrotomia con laser ad olmio. In questa procedura il canale uretrale viene profondamente inciso con una fibra laser ad olmio. L’ uretrotomia con laser ad olmio è particolarmente impiegata per le stenosi dell’uretra posteriore e per quelle del collo vescicale dopo chirurgia prostatica.
Vantaggi dell’ureterotomia interna sono la minore invasività rispetto alla chirurgia a cielo aperto (uretroplastica), di essere l’unica terapia possibile in determinati casi in cui l'uretroplastica rischierebbe di compromettere l'erezione o la continenza urinaria, i costi non elevati e la bassa percentuale di complicanze. Viceversa sono considerati svantaggi di questa procedura la bassa percentuale di successo a lungo termine.la mancata esecuzione dell'esame istologico e il fatto che danneggiamento della parete uretrale successivo all'intervento endoscopico può trasformare una lesione uretrale corta e semplice in una lesione più lunga e complicata che necessita di una riparazione chirurgica più complessa di quanto non fosse necessario prima del trattamento endoscopico: questo rappresenta sicuramente lo svantaggio maggiore dell'uretrotomia interna.
L'intervento dura solitamente pochi minuti e può essere eseguito sia in anestesia generale che loco-regionale: a volte, può anche essere sufficiente una semplice sedazione del paziente; a seconda dei casi il ricovero può esser in regime ambulatoriale, di day surgery o con un ricovero di soli due giorni.
Dopo l'intervento viene lasciato in situ un catetere vescicale. La scelta riguardo il tempo di mantenimento del catetere e la sua sostituzione con cateteri di calibro progressivamente più grande, dipende dalle caratteristiche della stenosi e, più spesso, dalle abitudini del chirurgo.

Nell'immediato post-operatorio può verificarsi un sanguinamento temporaneo tra catetere e meato uretrale.
 
Complicanza possibile dell’uretrotomia e’ la perforazione della parete uretrale (falsa strada) che può condurre alla formazione di fistole uretrali e ascessi periuretrali
Successivamente alla rimozione del catetere si assiste ad una scomparsa della sintomatologia ostruttiva con miglioramento dei parametri minzionali. Nelle stenosi dell'uretra anteriore (peniena e bulbare) i risultati positivi a lungo termine della uretrotomia interna (30%) sono nettamente inferiori rispetto alla chirurgia a cielo aperto delle uretroplastiche (90%). Nelle stenosi dell'uretra posteriore (membranosa e prostatica) l'uretrotomia interna fornisce dei risultati migliori che nel tratto uretrale anteriore ma comunque sempre inferiori alla chirurgia a cielo aperto.
Nel corso dei mesi successivi all'uretrotomia il paziente dovrà effettuare dei periodici controlli per valutare la validità del flusso urinario e dello svuotamento vescicale: uroflussometria ed ecografia vescicale. Se, sulla base di questi esami, si verifica il dubbio di una recidiva della stenosi uretrale, l'urologo potrà decidere di approfondire gli accertamenti con un'uretrografia retrograda e minzionale ed una uretroscopia.


 
 
caricamento in corso...

Letto 17148 volte