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Urologia Funzionale Femminile

Anche quest’anno il Congresso Italiano della Società italiana di Urologia tenutosi ad Ottobre a Roma è stato caratterizzato da un programma dedicato all’Urologia Funzionale e Femminile di notevole interesse, con ampia partecipazione dei Congressisti sia durante la Bolla della giornata di Martedi 25 ottobre, sia durante le sedute dedicate alla presentazione dei posters. La scelta delle Golden Communications è caduta prevalentemente su studi dedicati alla ricerca di base (4 presentazioni), che sono stati anche quelli che hanno ottenuto un punteggio maggiore da parte dei reviewers nel corso del processo di revisione. Riportiamo qui di seguito l’elenco completo delle Golden Communications, rimandando il lettore ai relativi testi nel libro degli Abstracts.

Nuove sostanze farmacologiche, quali gli estratti della Cannabis Sativa o la Tossina botulinica A, o prodotti conosciuti ma impiegati con diversi obiettivi, come il Degarelix, sono stati oggetto di studi originali e del tutto nuovi nel panorama internazionale della ricerca di base in urologia funzionale. Questo conferma un coinvolgimento stabile e di notevole levatura degli “Urologi Funzionalisti” nel campo della ricerca di base.
Molti dei posters presentati nell’ambito dell’Urologia Funzionale hanno riguardato i disturbi del basso urinario dovuti a patologie neurologiche, ed in particolare alla Sclerosi Multipla. Dopo anni di silenzio scientifico su tale argomento, si rinviene adesso un rinnovato interesse verso la vescica neurologica dovuta a tale patologia. A tale proposito meritano menzione i seguenti lavori, rispettivamente dei gruppi di Roma, Cuneo, Perugia ed Ancona.
 Nello studio dal titolo “Studio trasversale sui sintomi e sulle complicanze del basso apparato urinario e sul loro impatto sulla qualità della vita connessa alla salute in una coorte di pazienti con Sclerosi Multipla utilizzando questionari standardizzati”, gli Autori hanno determinato la prevalenza di LUTS e delle complicanze urinarie in 125 pazienti con vescica neurologica conseguente a SM. I risultati dello studio hanno dimostrato un’ elevata prevalenza di LUTS nei pazienti con SM, pari al 64%, senza alcuna differenza significativa tra i sessi. Il sintomo più frequente della fase di riempimento risultava essere l’urgenza minzionale. Età dei pazienti e caratteristiche neurologiche della malattia (decorso, durata e punteggio EDSS) erano correlati alla comparsa di LUTS. 
Il gruppo di Cuneo ha presentato lo studio dal titolo “Quality of Life in Multiple Sclerosis patients with urinary disorders: discrimative validation of Italian translation of Qualiveen”. Lo scopo di questo studio è stato valutare l’ impatto dei disturbi urinari sulla Qualità di Vita in 212 pazienti affetti da SM, mediante l’ impiego della traduzione italiana del questionario Qualiveen. Lo studio ha dimostrato una elevata capacità discriminativa della traduzione italiana del Qualiveen nell’ identificazione dei disturbi urinari nei pazienti con SM. Interessante è poter disporre anche nel nostro paese di questo importante strumento conoscitivo, del quale risultano essere presenti solo la traduzione in lingua inglese e francese.
Il gruppo di Perugia ha presentato i risultati di uno studio osservazionale relativo ai sintomi urinari e alla disfunzione uro dinamica in pazienti affetti dalla cosidetta “Clinically Isolated Syndrome” (CIS: primo ed unico episodio clinico indicativo di malattia demielinizzante). I dati dello studio mostrano che i disturbi minzionali possono essere presenti nel 57% dei pazienti affetti da CIS. Inoltre, il 64% dei pazienti con CIS monitorizzati nel corso del tempo, hanno poi sviluppato una Sclerosi Multipla conclamata. Di questi, ben  il 50% aveva presentato alterazioni urodinamiche durante la diagnosi di CIS.
Infine, il gruppo di Ancona ha presentato i risultati della terapia dei disturbi vescico-sfinterici in pazienti con SM mediante utilizzo di neuromodulazione sacrale. In questo studio, sono stati rivalutati 25 pazienti con SM affetti da disturbi refrattari sia della fase di riempimento che di svuotamento vescicale. Gli Autori evidenziavano che disturbi della fase di riempimento vescicale, ed in particolare la urge incontinence rispondono molto meglio alla neuro modulazione sacrale rispetto ai disturbi di svuotamento, quali la ritenzione urinaria. Ridotto era il numero delle complicanze conseguenti all’ impianto del neuro modulatore sacrale.
Nell’ ambito dei posters riguardanti le disfunzioni vescico-sfinteriche non neurogene di particolare interesse è risultato il lavoro del gruppo di Latina dal titolo “Indice di capacità vescicale notturna in pazienti con Sindrome da Apnea Ostruttiva. Studio pilota”. Gli Autori hanno evidenziato che i pazienti affetti da Sindrome da Apnea Ostruttiva hanno un normale Indice di Capacità Vescicale Notturna, e che i meccanismi alla base della nicturia in tale patologia sono diversi. Probabilmente lo sviluppo di una  pressione negativa intratoracica con conseguente rilascio di Peptide Natriuterico Atriale sarebbero alla base della nicturia in pazienti affetti da sindrome da Apnea Ostruttiva.
Altro studio degno di nota è stato quello dal titolo: “Le complicanze della chirurgia protesica per incontinenza urinaria da sforzo post-prostatectomia radicale: esperienza dopo 177 procedure”, del gruppo di Torino. Gli autori hanno voluto valutare la sicurezza di alcuni dispositivi attualmente in uso per la terapia chirurgica dell’incontinenza post-prostatectomia, andando ad analizzare le complicanze intra e peri-operatori, nonché quelle a distanza di alcuni dispositivi quali: Pro-ACT, il costrittore uretrale, Argus e lo sfintere artificiale AMS 800. Globalmente il tasso di complicanze complessivo risultava elevato e pari al 42.9%. Tuttavia la distribuzione delle complicanze era abbastanza omogenea nei 4 gruppi di pazienti analizzati, anche se in coloro in cui era stato utilizzato il Costrittore Uretrale veniva richiesta una più elevato numero di revisioni chirurgiche.
Nell’ ambito dei posters di Urologia Femminile e Disfunzioni Sessuali Femminili, di rilievo è risultato il poster dal titolo “Fattori di rischio per l’ incontinenza urinaria post-operatoria in pazienti affette da prolasso severo e sottoposte a ricostruzione integrale del pavimento pelvico”. Gli autori del gruppo di Perugia hanno evidenziato mediante analisi univariata e multivariata che l’ incontinenza urinaria pre-operatoria risulta essere la sola variabile predittiva di incontinenza urinaria nel post-operatorio di pazienti sottoposte a chirurgia del prolasso. Pertanto non avrebbero un ‘importanza sostanziale fattori quali precedenti disturbi ansioso-depressivi, precedenti interventi chirurgici, presenza di uretrocele ed iperattività detrusoriale.
Sempre in questo ambito uno studio interessante presentato dal gruppo di Orbassano è stato quello dal titolo “Monitored Anesthesia Care o anestesia sub aracnoidea nell’ applicazione di sling medio-uretrale per via transotturatoria? Trial randomizzato controllato”. In questo lavoro gli Autori hanno dimostrato che è possibile effettuare un intervento di TOT (Monarc) in semplice anestesia locale, utilizzando un iniezione di lidocaina al 2% e mepivacaina al 2%, in aggiunta ad una sedazione ottenuta con midazolam. I pazienti sottoposti a tale procedura anestesiologica presentavano un elevato grado di soddisfazione alla VAS, ed un rapidissimo decorso post-operatorio, rispetto alle pazienti sottoposte ad anestesia sub aracnoidea.
In sintesi, anche quest’anno la scelta del Comitato Esecutivo e del Direttivo Scientico della SIU, di voler dedicare un’ampia finestra congressuale alla urologia Funzionale e Femminile si è rivelata corretta. Questa disciplina, per molto tempo tenuta piuttosto in disparte negli ambiti urologici congressuali nazionali, è attualmente a ragione rivalutata, e consente finalmente lo stabilirsi di un dialogo aperto e costruttivo tra specialisti urologici di differenti interessi clinici e scientifici.
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